Uncategorized7-8 dicembre 1970: il mistero del Golpe Borghese…

«Italiani, l’auspicata svolta politica, il lungamente atteso colpo di Stato ha avuto luogo. La formula politica che per un venticinquennio ci ha governato, e ha portato l’Italia sull’orlo dello sfacelo economico e morale, ha cessato di esistere. Le forze armate, le forze dell’ordine, gli uomini più competenti e rappresentativi della nazione sono con noi». Con queste parole Junio Valerio Borghese, all’alba dell'8 dicembre 1970, aveva in mente di annunciare al popolo italiano il proclama del colpo di Stato.
Avatar Stafflunedì, 7 Dicembre 2020 ore 17:04:211376 min
«Italiani, l’auspicata svolta politica, il lungamente atteso colpo di Stato ha avuto luogo. La formula politica che per un venticinquennio ci ha governato, e ha portato l’Italia sull’orlo dello sfacelo economico e morale, ha cessato di esistere. Le forze armate, le forze dell’ordine, gli uomini più competenti e rappresentativi della nazione sono con noi. Mentre possiamo assicurarvi che gli avversari più pericolosi, quelli che per intendersi volevano asservire la patria allo straniero sono stati resi inoffensivi. Nel riconsegnare nelle vostre mani il glorioso tricolore vi invitiamo a gridare il nostro prorompente inno d’amore: Italia, Italia, viva l’Italia».

Con queste parole il “Principe nero” Junio Valerio Borghese (Roma 1906 – Cadice 1974), ex comandante della  X Flottiglia MAS e leader dell’organizzazione neofascista Fronte Nazionale, all’alba dell’8 dicembre 1970, aveva in mente di annunciare al popolo italiano dagli schermi della televisione il proclama del colpo di Stato che, secondo i suoi piani, nella notte vari gruppi militari e civili, ai suoi ordini avrebbero dovuto portare a termine con l’occupazione, manu militari, di tutti i principali centri nevralgici delle giovani istituzioni repubblicane.

questa fu quella che sarebbe passata tristemente alla storia come l’operazione “Tora Tora”, in ricordo dell’attacco giapponese a Pearl Harbor del 7 dicembre 1941), meglio nota però come “Golpe Borghese

Uno di questi, il tenente dei paracadutisti Sandro Saccucci, aveva ricevuto l’ordine di arrestare e deportare alcuni esponenti politici di spicco, mentre al generale Casero e al colonnello Lo Vecchio, di provata fede massonica, era stato affidato l’incarico di occupare il Ministero della Difesa e al famigerato capo della P2 Licio Gelli, quello di rapire il presidente della Repubblica Saragat e consegnarlo nelle mani del Fronte Nazionale.

Il maggiore Berti, viceversa, si era appostato con il suo contingente nei pressi degli studi RAI-TV di via Teulada.

Ma, improvvisamente, alle ore 1:40 accade qualcosa e dalla centrale politica giunge il contrordine di smobilitazione che blocca il golpe con l’ordine perentorio di far subito rientro alle proprie basi.

Dopo accurate (sic!) indagini furono finirono in manette 48 persone, ritenute colpevoli di cospirazione politica, anche se poi saranno tutte assolte con la sentenza definitiva del 1984.

Ma ecco qui di seguito come viene ricostruito questo avvenimento nella celebre trasmissione “La notte della Repubblica”, condotta da Sergio Zavoli e in quella di Gianni Minoli “La Storia Siamo Noi”.

 
 
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