Kappler era nato a Stoccarda il 23 settembre 1907 in una famiglia della classe media. Durante la sua infanzia fu testimone della prima guerra mondiale e divenne maggiorenne nella Repubblica di Weimar negli anni ’20. In seguito frequentò per quattro anni la scuola elementare e poi per altri quattro le superiori. Dopo i suoi studi ginnasiali si iscrisse alla facoltà di ingegneria che tuttavia abbandonò in seguito perché attratto dalla carriera nella Polizia scientifica. Successivamente frequentò...

Il 27 dicembre di settantasei anni fa a Budapest il martirio della giovane suora ungherese Sara Salkaházi fucilata dai croce frecciati e poi gettata nel Danubio insieme alla catechista Vilma Bernovits per aver nascosto un centinaio di ebrei.

In questa intervista, sul filo della memoria, ci restituisce un ritratto singolare ed inedito di quegli anni convulsi ancora così vivo nei suoi ricordi.

"L’attività depistatoria di una parte di strutture dello Stato è stata, quindi, doppiamente colpevole. Un cinico disegno, nutrito di collegamenti internazionali a reti eversive, mirante a destabilizzare la giovane democrazia italiana, a vent’anni dall’entrata in vigore della sua Costituzione. Disegno che venne sconfitto".

«Italiani, l’auspicata svolta politica, il lungamente atteso colpo di Stato ha avuto luogo. La formula politica che per un venticinquennio ci ha governato, e ha portato l’Italia sull’orlo dello sfacelo economico e morale, ha cessato di esistere. Le forze armate, le forze dell’ordine, gli uomini più competenti e rappresentativi della nazione sono con noi». Con queste parole Junio Valerio Borghese, all’alba dell'8 dicembre 1970, aveva in mente di annunciare al popolo italiano il proclama del colpo di Stato.

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