Il 20 aprile 1945, tra le mura della scuola amburghese di Bullenhuser Damm, 20 piccole vite di bambini ebrei – dieci maschi e dieci femmine – provenienti dalla Francia, Olanda, Jugoslavia, Italia e Polonia, venivano spezzate crudelmente. il dottor Kurt Heissmeyer "è accecato dall’ambizione, vuole emergere, vuole diventare professore, vuole passare alla storia, [...] non si fa scrupoli, tratta i bambini come fossero topi… i bambini come cavie per studiarne le difese immunitarie, per raccogliere anticorpi, per preparare un vaccino…". Una storia struggente da non dimenticare!

Sr. Lina Manni, con l'aiuto di alcuni esponenti dell’organizzazione cattolica Oscar, il 21 dicembre successivo, riuscì a mettere in salvo il bambino ebreo fingendo un improvviso attacco d’appendicite trasportandolo d’urgenza in ospedale per essere sottoposto ad un finto intervento chirurgico dal dottor Ambrogio Tenconi,

Nel libro dell’archivista del Vaticano Johan Ickx è rivelato il ruolo di Papa Pacelli durante la seconda guerra mondiale, che “non era all’oscuro ma al vertice di rete di aiuti” a beneficio degli ebrei, come emerge dalla testimonianza fornita qualche anno fa da don Giancarlo Centioni e nel carteggio del vescovo di Campagna mons. Giuseppe Maria Palatucci.

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