Il 27 gennaio 1945, Eva Geiringer e sua madre Elfriede sono stati tra le circa 7.000 persone che hanno assistito alla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e Birkenauda parte dell'esercito Sovietico. Eranio state costrette a vivere in un nascondiglio a Amsterdam dobìve in seguito furono tradite e deportati ad Auschwitz.

Per 261 ebrei genovesi non ci fu scampo. Tra di essi vi erano anche l'allora rabbino capo Riccardo Pacifici e il custode Albino Polacco con la moglie Linda ed i loro due bambini Roberto e Carlo rispettivamente di appena 2 e 4 anni, i quali il 1° dicembre successivo furono inviati a Milano, e da lì il 6 dicembre, a bordo del convoglio n. 05, deportati nell’orrendo lager nazista di Auschwitz, da dove non fecero più ritorno. Soltanto 20 riuscirono a salvarsi.

Il 9 novembre 1943 partì dal binario 16 della Stazione di Santa Maria Novella il primo convoglio per deportare ad Auschwitz circa 300 ebrei fiorentini e non, tra donne, uomini anziani e bambini. Su indicazione dell’arcivescovo Elia Dalla Costa nei giorni dei rastrellamenti nazifascisti le Francescane Ancelle di Maria di Quadalto spalancarono le porte agli ebrei in fuga.

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