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Dopo l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema del 12 agosto 1944 a San Niccolò di Prato trovarono rifugio molti perseguitati dai nazisti.

Il 25 settembre del 1939, alla vigilia della seconda guerra mondiale, per metterla al riparo dal pericolo dei bombardamenti, i Savoia decisero di trasferire la Sindone, nel più stretto presso il Monastero benedettino di Montevergine, alle porte di Avellino. Hitler aveva intenzione di trafugarla?

A Gaeta (Mussolini) fu imbarcato alle due (del mattino) del 27 luglio e fu sbarcato nell’isola di Ponza alle dieci del medesimo giorno, perché la Corvetta aveva fatto il giro di Ventotene.

"Verremmo meno al nostro dovere se noi non protestassimo pubblicamente contro l’ingiustizia che viene fatta verso molta nostra gente". La scelta coraggiosa dell'episcopato olandese con la lettera di aspra condanna per “lo spietato e ingiusto trattamento riservato agli ebrei”, che fu letta in ogni chiesa il 26 giugno del 1942.

Una spia avverte l'ufficiale della Sicherheitsdienst di Amsterdam Jilius Dettman che alcuni clandestini sono nascosti al numero 263 di Prinsengracht. Poco dopo son arrestati dai dei poliziotti olandesi guidati dal sottufficiale delle SS Karl Silberbauber.

Il 4 agosto 1944 alle 22 in punto, sugli spalti delle Mura di Lucca a Porta Elisa, don Aldo Mei fu fucilato da un plotone della Wehrmacht e sepolto nella fossa che egli stesso era stato costretto a scavarsi.

«Signori – replicò, infatti, sdegnato Mussolini al termine della seduta –, con questo voto avete provocato la crisi del regime. La seduta è tolta».

Questa operazione fu decisa nel maggio del 1943 da Churchill e Roosevelt nel corso della Terza Conferenza di Washington (Trident), e scattò alle 11,03 in punto facendo registrare circa 3.000 vittime e circa 11.000 feriti.

Tra il 16 e il 17 luglio 1942, 13.152 ebrei parigini, tra cui 4.115 bambini, sono arrestati dalla polizia francese durante un’efferata operazione cinicamente soprannominata “vent printanier”, ovvero “vento di primavera”.

L’intervista di Federica Pannocchia a Mario De Simone che racconta la triste storia del fratello Sergio trucidato Il 20 aprile 1945 tra le mura della scuola di Bullenhuser Damm insieme ad altri 20 bambini ebrei.

Il 22 agosto successivo, la legislazione antiebraica fu preceduta e preparata dal censimento nazionale degli ebrei che, in tal modo, furono schedati ed esposti al pericolo della persecuzione.

I principali risvolti storici di questa antica struttura ripercorsi in questa videointervista con il Prof. Gennaro Rispoli.

Resa accessibile a tutti sul sito internet dell'Archivio Storico della Segreteria di Stato la consultazione della serie che conserva le istanze di aiuto rivolte al Papa dagli ebrei di tutta Europa, all'indomani delle feroci persecuzioni sferrate dai nazi-fascisti.

Oggi [4 giugno] è stato un continuo cannoneggiare come lo fu nella notte scorsa. Questa sera alle 8,20 arrivarono i soldati americani che destarono un grand’entusiasmo nella popolazione e vivaci battimani con “evviva” in alto tono.

«Signor Prevosto, venga con me e guardi questo soldato. Non le pare Mussolini?».

Il mistero della vita consiste nel cercare di trovare il giusto equilibrio fra il lavoro del cervello e l’energia del cuore.

La ricostruzione della drammatica vicenda che vide protagonista Giovanni Paolo II e che coinvolse politici, militari, criminali, diplomatici, banchieri, gente comune e popoli interi nell’intrigo internazionale forse più oscuro e misterioso di tutti i tempi.

Settantotto anni fa veniva trucidato a Forte Bravetta dai nazisti don Giuseppe Morosini, la primula rossa in tonaca che salvò molti ebrei.

La ricostruzione storica di Valerio D'Angelo: la situazione attuale ed i possibili scenari futuri.

110 anni dalla scomparsa del grande poeta. Mitologia, politica e genesi mussoliniana.

"La Rev.da Madre [Manuela Vicente] e stata chiamata in Vaticano (...) alla Segreteria di Stato dove S. E. Mons. Montini l’ha pregata, in nome del Santo Padre, di alloggiare tre famiglie minacciate, come molte altre, di essere prese dai tedeschi".

La storia di un giovane convintamente fascista che alla fine scopre che il fascismo in cui ha creduto lo ha profondamente deluso, perché, in realtà, quel fascismo non esiste.

L'Accademia di Belgio ospita una conferenza internazionale su Pio XII, a due anni dall'apertura degli archivi sul suo pontificato.

Nel giorno della Memoria la storia ritrovata di Yvette Haim che nel 1943 fu tra i salvati dalle suore di Gesù Redentore a Firenze Grazie ad un articolo lei ed il fratello Maurice ritrovano le tracce del loro passato

A colloquio con la testimone di una delle operazioni di salvataggio del questore di Fiume. Dopo una laboriosa ricerca compulsando vari archivi, sono riuscito a ricostruire in questo articolo pubblicato il 16 aprile 2014 nella pagine culturali de L'Osservatore Romano, attraverso l'ausilio di fonti di prima mano e una testimonianza inedita che mi ha gentilmente concesso Maris Persich, la storia che vide per protagonista la giovane ebrea di origini croate Mika (al secolo Maria) Eisler con la madre Dragica Braunle quali, su richiesta di Palatucci, furono ospitate nel villino della nonna di Maris Persich, la signora Giulia Zagabria, prima di fuggire in Svizzera.

«Focherini ed io – scriverà negli anni successivi don Dante Sala – ci dividemmo i compiti: lui preparava i documenti per questi perseguitati ed io li accompagnavo verso la salvezza».

Il 27 gennaio 1945, Eva Geiringer e sua madre Elfriede sono stati tra le circa 7.000 persone che hanno assistito alla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e Birkenauda parte dell'esercito Sovietico. Eranio state costrette a vivere in un nascondiglio a Amsterdam dobìve in seguito furono tradite e deportati ad Auschwitz.

Per 261 ebrei genovesi non ci fu scampo. Tra di essi vi erano anche l'allora rabbino capo Riccardo Pacifici e il custode Albino Polacco con la moglie Linda ed i loro due bambini Roberto e Carlo rispettivamente di appena 2 e 4 anni, i quali il 1° dicembre successivo furono inviati a Milano, e da lì il 6 dicembre, a bordo del convoglio n. 05, deportati nell’orrendo lager nazista di Auschwitz, da dove non fecero più ritorno. Soltanto 20 riuscirono a salvarsi.

Il 9 novembre 1943 partì dal binario 16 della Stazione di Santa Maria Novella il primo convoglio per deportare ad Auschwitz circa 300 ebrei fiorentini e non, tra donne, uomini anziani e bambini. Su indicazione dell’arcivescovo Elia Dalla Costa nei giorni dei rastrellamenti nazifascisti le Francescane Ancelle di Maria di Quadalto spalancarono le porte agli ebrei in fuga.

Il 16 ottobre del 1943, il "sabato nero" del ghetto di Roma. Alle 5.15 del mattino le SS invadono le strade del Portico d'Ottavia e rastrellano 1024 persone, tra cui oltre 200 bambini. Il ricordo di Laura e Silvia Supino.

La triste vicenda del vice brigadiere dell'Arma dei Carabinieri, Salvo D'Acquisto, che nel periodo più critico del secondo conflitto mondiale non esitò ad offrire la sua giovane vita in cambio del rilascio di ventidue persone rastrellate a Torre in Pietra, un paesino alle porte di Roma.

Il 14 settembre 1943 la città di Avellino divenne teatro di un massiccio bombardamento ad opera dell'aviazione alleata che, nell’intento di sbarrare la strada alle truppe germaniche in ritirata, sganciarono migliaia di ordigni sul centro cittadino.

«Il governo italiano – dichiarava il maresciallo Badoglio –, riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta».

Lo storico Mimmo Franzinelli ci svela tutti i particolari di come venivano lautamente remunerate dal duce le sue amanti e gli intellettuali.

Nella sua residenza di San Rossore, il re Vittorio Emanuele III firma il Regio Decreto Legge n. 1390, “Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista”, proposti da Mussolini, che sancirà ufficialmente l’esclusione dalle scuole “governative e pareggiate” di insegnanti e studenti ebrei.

Novantaquattro anni fa, il 23 agosto 1927, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, due emigrati italiani negli Stati Uniti e attivisti anarchici, furono "giustiziati" sulla sedia elettrica in seguito ad una condanna a morte spiccata nei loro confronti nel 1920 per l'omicidio di due uomini durante una rapina. Nel 1977, il governatore del Massachusetts Michael Dukakis, riabiliterà la memoria di Sacco e Vanzetti ammettendo gli errori commessi durante il processo.

Le ultime ore di Mussolini e Claretta Petacci nel racconto di un testimone: Bruno Giovanni Lonati.

A breve sarà disponibile la seconda edizione, doverosamente riveduta ed ampliata con nuovi documenti che, nel frattempo, sono stati acquisiti. Ulteriori aggiornamenti saranno pubblicati prossimamente on-line sulle pagine di History Files!

Questo libro è un viaggio nella mia storia, nella nostra Storia. Unisce il passato al presente attraverso racconti, testimonianze di Sopravvissuti al dramma della Shoah ed eroi contemporanei.

In ossequio alla Circolare del 1924 emanata dal Partito nazionale fascista, all'epoca dalle frequenze dell'E.I.A.R. venivano trasmessi esclusivamente brani scritti e interpretati da compositori italiani che riprendevano nei loro testi temi patriottici, spronando all’eroismo, come quelli interpretati da Rodolfo De Angelis e Miscel.

Il 10 febbraio di settantasei anni fa, dopo essere stato arrestato dalla Gestapo nel suo appartamento di via Pomerio, si spegneva ad appena 35 anni nel campo di concentramento di Dachau l’ex questore reggente di Fiume Giovanni Palatucci. Il 26 febbraio 1944, un civile e un agente delle SS si erano presentati presso la sua abitazione in via Pomerio al civico 29 per chiedere informazioni alla proprietaria dell’appartamento in cui Palatucci viveva in affitto, la signora Adolfina Malner, su questa misteriosa radio Marelli che l’ebrea Rosina Elena Weisz gli aveva affidato prima della sua partenza da Fiume. In quel clima arroventato da veleni e sospetti, il giovane poliziotto irpino era osservato con sospetto sia dai nazisti che dai fascisti più ortodossi per cui non è da escludere che questa “visita” improvvisa mirava a verificare se c’era qualcosa di più compromettente per poterlo incastrare. Ecco uno stralcio di un capitolo contenuto nella Seconda Edizione di imminente pubblicazione “La rete segreta di Palatucci. Fatti, retroscena, testimonianze e documenti inediti che smentiscono l’accusa di collaborazionismo con i nazisti”.

Il piano escogitato da Palatucci per salvare la famiglia dell'ebrea fiumana Lilly Sachs de Grič.

Il 20 aprile 1945, tra le mura della scuola amburghese di Bullenhuser Damm, 20 piccole vite di bambini ebrei – dieci maschi e dieci femmine – provenienti dalla Francia, Olanda, Jugoslavia, Italia e Polonia, venivano spezzate crudelmente. il dottor Kurt Heissmeyer "è accecato dall’ambizione, vuole emergere, vuole diventare professore, vuole passare alla storia, [...] non si fa scrupoli, tratta i bambini come fossero topi… i bambini come cavie per studiarne le difese immunitarie, per raccogliere anticorpi, per preparare un vaccino…". Una storia struggente da non dimenticare!

Sr. Lina Manni, con l'aiuto di alcuni esponenti dell’organizzazione cattolica Oscar, il 21 dicembre successivo, riuscì a mettere in salvo il bambino ebreo fingendo un improvviso attacco d’appendicite trasportandolo d’urgenza in ospedale per essere sottoposto ad un finto intervento chirurgico dal dottor Ambrogio Tenconi,

Nel libro dell’archivista del Vaticano Johan Ickx è rivelato il ruolo di Papa Pacelli durante la seconda guerra mondiale, che “non era all’oscuro ma al vertice di rete di aiuti” a beneficio degli ebrei, come emerge dalla testimonianza fornita qualche anno fa da don Giancarlo Centioni e nel carteggio del vescovo di Campagna mons. Giuseppe Maria Palatucci.

Kappler era nato a Stoccarda il 23 settembre 1907 in una famiglia della classe media. Durante la sua infanzia fu testimone della prima guerra mondiale e divenne maggiorenne nella Repubblica di Weimar negli anni ’20. In seguito frequentò per quattro anni la scuola elementare e poi per altri quattro le superiori. Dopo i suoi studi ginnasiali si iscrisse alla facoltà di ingegneria che tuttavia abbandonò in seguito perché attratto dalla carriera nella Polizia scientifica. Successivamente frequentò...

Il 27 dicembre di settantasei anni fa a Budapest il martirio della giovane suora ungherese Sara Salkaházi fucilata dai croce frecciati e poi gettata nel Danubio insieme alla catechista Vilma Bernovits per aver nascosto un centinaio di ebrei.

In questa intervista, sul filo della memoria, ci restituisce un ritratto singolare ed inedito di quegli anni convulsi ancora così vivo nei suoi ricordi.

"L’attività depistatoria di una parte di strutture dello Stato è stata, quindi, doppiamente colpevole. Un cinico disegno, nutrito di collegamenti internazionali a reti eversive, mirante a destabilizzare la giovane democrazia italiana, a vent’anni dall’entrata in vigore della sua Costituzione. Disegno che venne sconfitto".

Mussolini e Trump: li divide un secolo e l’atomica, la Guerra fredda e due conflitti mondiali, un centinaio di milioni di morti e la globalizzazione. Eppure il secondo pare essere l’imitatore dei vezzi e dei vizi del primo.

Il tribunale militare internazionale, composto da giudici delegati da Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Urss, con la sentenza del 1° ottobre 1946 condannò a morte 12 dei 24 imputati (fra cui il contumace Martin Bormann, Goering, Jodl, Ribbentrop, Rosenberg) e al carcere a vita Hess, Funk, Raeder.

La storia della famiglia Piperno ospitata presso il Monastero delle Suore Bethlemite a Piazza Sabazio. «Mio padre – racconta il prof. Roberto Piperno –, anche per il suo lavoro di commerciante di tessuti, aveva avuto frequenti contatti con il Vaticano e inoltre l’amico che ci ospitava era un buon cattolico. Così fu possibile ottenere che una parte della famiglia – cioè le donne, mia madre, mia sorella di tre anni più grande di me, le due nonne ed io – fosse ospitata presso il Monastero delle Suore Bethlemite a Piazza Sabazio, non lontana dalla zona di Viale Regina Margherita, dove viveva la famiglia amica. Invece mio padre e mio nonno si trasferirono presso la Basilica di san Giovanni.».

In questa nuova puntata vengono approfondite le vicende relative ai Figli della Lupa ed a Mussolini a Venezia.

le principali vicende che videro protagonista durante la Seconda guerra mondiale il comandante Max Massimo Rendina

Il 12 settembre 1975, in una nota clinica privata nel pieno centro del capoluogo irpino, scoppiò un'epidemia di salmonellosi che, in un batter d'occhio, attirò le attenzioni dei maggiori quotidiani nazionali.

In questa seconda video-intervista realizzata nel 2005 vengono raccontate, con dovizia di particolari, le principali vicende che videro protagonista durante la seconda guerra mondiale il comandante Max Massimo Rendina (Mestre-Venezia, 4 gennaio 1920 – Roma, 8 febbraio 2015) il quale, all’indomani della stipulazione dell’Armistizio dell’8 settembre 1943 nel capoluogo piemontese entrò a far parte della Resistenza assumendo il comando delle brigate Garibaldi con il nome di battaglia di Max il giornalista. e partecipò alla liberazione di Torino. Seconda Parte Continua…   Per iscrivervi al Canale...

In questa prima video-intervista realizzata nel 2005 vengono raccontate, con dovizia di particolari, le principali vicende che videro protagonista durante la seconda guerra mondiale il comandante Max Massimo Rendina (Mestre-Venezia, 4 gennaio 1920 – Roma, 8 febbraio 2015), capo della lotta partigiana in Piemonte, Allo scoppio della Seconda guerra mondiale si arruolò divenendo sottotenente dei bersaglieri e venne inviato in Russia con lo CSIR. All’indomani della stipulazione dell’Armistizio dell’8 settembre 1943 nel capoluogo piemontese entrò a far parte della Resistenza assumendo il...

Stando a ciò che gli avrebbe confidato al figlio Jean-Marie, Charlotte Eudoxie Alida Lobjoie, nel giugno del 1917, lei che allora era appena sedicenne, avrebbe avuto una fugace relazione con il futuro Führer, mentre si concedeva una pausa dalle trincee.

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