Il 25 settembre del 1939, alla vigilia della seconda guerra mondiale, per metterla al riparo dal pericolo dei bombardamenti, i Savoia decisero di trasferire la Sindone, nel più stretto presso il Monastero benedettino di Montevergine, alle porte di Avellino. Hitler aveva intenzione di trafugarla?

«Signori – replicò, infatti, sdegnato Mussolini al termine della seduta –, con questo voto avete provocato la crisi del regime. La seduta è tolta».

«Il governo italiano – dichiarava il maresciallo Badoglio –, riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta».

Nella sua residenza di San Rossore, il re Vittorio Emanuele III firma il Regio Decreto Legge n. 1390, “Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista”, proposti da Mussolini, che sancirà ufficialmente l’esclusione dalle scuole “governative e pareggiate” di insegnanti e studenti ebrei.

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