I “Giusti” di Hellendoorn: Mannes Schoppink e Maria Kleinnijenhuis premiati da Yad Vashem

Mannes Schoppink e sua moglie Maria Kleinnijenhuis di Hellendoorn riceveranno l'alta onorificenza di "Giusti tra le Nazioni" da Yad Vashem mercoledì 15 novembre nella sinagoga di Delft per aver nascosto e offerto rifugio ad alcuni ebrei nella loro fattoria ad Egede durante gli anni della guerra.

di Giovanni Preziosi - Fondatore e Direttore di "History Files Network" 195 Visualizzazioni
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Mercoledì 15 novembre, nella sinagoga di Delft, i coniugi Mannes Schoppink (Egede, 5 Maggio 1891 – Egede, 24 Febbraio 1972) e Maria Kleinnijenhuis (6 Aprile 1891 – 30 luglio 1962) di Hellendoorn, un comune neerlandese di 35.784 abitanti situato al centro della provincia olandese di Overijssel. riceveranno l’alta onorificenza di “Giusti tra le Nazioni” da parte di Yad Vashem, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Israele, istituito per «documentare e tramandare la storia del popolo ebraico durante la Shoah preservando la memoria di ognuna delle sei milioni di vittime», nonché per ricordare e celebrare i non ebrei di diverse nazioni «che rischiarono le loro vite per aiutare gli ebrei durante la Shoah».

Mannes Schoppink e sua moglie Maria Kleinnijenhuis

Mannes Schoppink e sua moglie Maria Kleinnijenhuis all’epoca erano degli umili ed onesti agricoltori e gestivano una fattoria a Egede – un piccolo borgo del comune di Hellendoorn situato nella provincia olandese di Overijssel a circa 9 km a nord della città di Nijverdal – nella quale, durante gli anni roventi della seconda guerra mondiale, offrirono rifugio a molti ebrei selvaggiamente braccate dai nazisti che rischiavano di essere deportate negli orribili campi di sterminio predisposti da Hitler.

Bernard Kats con I suoi genitori Meir Shmuel e Margareta Ruth Kats (Mosler) e sua sorella Rachel prima della guerra

Tra queste persone c’era anche la famiglia di Meir Shmuel Kats con la moglie Margareta Ruth Mosler ed i loro figli Rachel e Bernard che, alla veneranda età di 84 anni giungerà da Israele con la moglie per partecipare a questa importante cerimonie e rendere omaggio alla memoria dei suoi salvatori.

A ricevere il premio a nome dei coniugi Mannes Schoppink e Maria Kleinnijenhuis sarà il nipote Mannes Schoppink di Hellendoorn.

Nel 1995 nel cimitero ebraico di Hellendoorn è stata eretta una lapide commemorativa sulla quale sono scritti gli undici nomi degli ebrei di Hellendoorner che furono trucidati dalle forze di occupazione naziste tra il 1942 ed il 1943 seguiti da questo testo: “Le loro anime siano incluse nel fascio della vita eterna”.

A Hellendoorn e Nijverdal complessivamente furono dodici gli ebrei arrestati e poi barbaramente trucidati dai nazisti. Di queste vittime innocenti undici appartenevano alla famiglia Samuel, composta da tre nuclei familiari ebraici benestanti del luogo: Sander Samuel deceduto il 14 maggio 1943 a Sobibór insieme alla moglie Schoontje Meijer e ai figli Sientje Samuel morto il 12 ottobre 1942 ad Auschwitz con il marito Maurits Samuel Groenhijm (31 Gennaio 1943) e la sorella Betje Louiza (29 ottobre 1942); Abraham Samuel deceduto il 14 maggio 1943 nel campo di sterminio di Sobibór insieme alla consorte Lewia Meijer mentre i figli Jacob, David ed Elina perirono verso la fine di febbraio del 1943 ad Auschwitz; Jacob Samuel, infine, fu trucidato anche lui insieme alla moglie Louisa Meijer  il 14 maggio 1943 a Sobibór, ed alla figlia Betje Schoontje che morì il 9 luglio successivo all’età di appena 36 anni.

La dodicesima vittima fu Wolf Levie di Rotterdam (Rotterdam, 16 maart 1917 – Auschwitz, 8 januari 1944), un paziente del sanatorio Krönnenzommer di Hellendoorn che fu acciuffato dai nazisti nel corso di un raid improvviso per essere riunito con la sua altra famiglia che già era stata tratta in arresto. Secondo una lettera del 10 aprile 1943, scritta da A. van der Meer, inviata al sindaco di Hellendoorn ad Arnhem, Wolf Levie fu trascinato fuori dal sanatorio e internato nel campo di Westerbork.

© Giovanni Preziosi, 2017

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di Giovanni Preziosi Fondatore e Direttore di "History Files Network"
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Giovanni Preziosi nasce 52 anni fa a Torre del Greco, in provincia di Napoli, da genitori irpini. Trascorre la sua infanzia ad Avellino prima di intraprendere gli studi universitari presso l’Università degli Studi di Salerno dove si laurea in Scienze Politiche discutendo una tesi in Storia Contemporanea. Nel corso di questi anni ha coltivato varie passioni, tra cui quella per il giornalismo, divenendo una delle firme più apprezzate delle pagine culturali di alcune prestigiose testate quali: “L’Osservatore Romano”, “Vatican Insider-La Stampa”, “Zenit”, “Il Popolo della Campania”, “Cronache Meridionali”. Ha recensito anche alcuni volumi per “La Civiltà Cattolica”. Inoltre, dal 2013, è anche condirettore della Rivista telematica di Storia, Pensiero e Cultura del Cristianesimo “Christianitas” e responsabile della sezione relativa all’età contemporanea. Recentemente ha fondato anche il sito di analisi ed approfondimento storico "The History Files”. Ha insegnato Storia Contemporanea al Master di II° livello in “Scienze della Cultura e della Religione” organizzato dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre. Fin dalla sua laurea i suoi interessi scientifici si sono concentrati sui problemi socio-politici che hanno caratterizzato il secondo conflitto mondiale, con particolare riguardo a quel filone storiografico relativo all’opera di assistenza e ospitalità negli ambienti ecclesiastici ad opera di tanti religiosi e religiose a beneficio dei perseguitati di qualsiasi fede religiosa o colore politico. Ha compiuto, pertanto, importanti studi su tale argomento avviando una serie di ricerche i cui risultati sono confluiti nel volume “Sulle tracce dei fascisti in fuga. La vera storia degli uomini del duce durante i loro anni di clandestinità” (Walter Pellecchia Editore, 2006); “L’affaire Palatucci. “Giusto” o collaborazionista dei nazisti? Un dettagliato reportage tra storia e cronaca alla luce dei documenti e delle testimonianze dei sopravvissuti” (Edizioni Comitato Palatucci di Campagna, 2015), “Il rifugio segreto dei gerarchi: Storia e documenti delle reti per l'espatrio clandestino dei fascisti” (CreateSpace Independent Publishing Platform, 23 febbraio 2017) e “La rete segreta di Palatucci. Fatti, retroscena, testimonianze e documenti inediti che smentiscono l’accusa di collaborazionismo con i nazisti” (SECONDA EDIZIONE - Independent Publishing, maggio 2022) nonché in altri svariati articoli pubblicati su giornali di rilievo nazionale.

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