ConfrontiCriminali di guerraProcesso ai nazisti!

Il tribunale militare internazionale, composto da giudici delegati da Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Urss, con la sentenza del 1° ottobre 1946 condannò a morte 12 dei 24 imputati (fra cui il contumace Martin Bormann, Goering, Jodl, Ribbentrop, Rosenberg) e al carcere a vita Hess, Funk, Raeder.
Giovanni Preziosi Giovanni Preziosivenerdì, 20 Novembre 2020 ore 15:42:367321 min

Norimberga, 20 novembre 1945. In una città ancora in rovina si apre il processo dei criminali di guerra nazisti. Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Unione Sovietica si riuniscono per dare una risposta di giustizia ai numerosi crimini commessi contro la pace, e per la prima volta nella storia, definiti “crimini contro l’umanità”.

Goebbels e Himmler si erano suicidati prima del V-E Day (Victory in Europe Day), l’8 maggio 1945. Ma gli alleati accusarono altri 24 leaders nazisti, di cui 23 furono arrestati e processati a Norimberga. Si pensava che Martin Bormann fosse ancora libero quando la corte iniziò il dibattimento, cosicché fu processato in contumacia.

Prima dell’inizio del processo, fu deciso che l’industriale Gustav Krupp von Bohlen und Halbach era troppo debole per essere processato. Poco prima dell’inizio del processo, il Dr. Robert Ley riuscì ad impiccarsi a Norimberga nella sua cella.

Di conseguenza il numero degli imputati che furono sottoposti al giudizio del Tribunale di Norimberga furono complessivamente 21.

Per conoscere più approfonditamente i capi di accusa spiccati nei confronti di ciascuno degli imputati, si rimanda all’Appendice A: Responsabilità individuali dei Nuremberg Trial Documents. Inoltre, tra queste carte è possibile anche conoscere l’elenco completo degli imputati e i nomi dei loro difensori.

Gli imputati al Processo di Norimberga

 

I capi d’imputazione erano quattro:

      1. Cospirazione, e vale a dire la preparazione di un piano comune per l’esecuzione degli altri tre crimini successivi;
      2. Crimini contro la pace, per aver diretto guerre d’aggressione contro altri Stati, scatenando il secondo conflitto mondiale e commettendo la violazione di ben trentaquattro trattati internazionali;
      3. Crimini di guerra, per aver compiuto una serie di violazioni del diritto internazionale bellico contenuto nella Convenzione dell’Aja, per esempio attraverso i trattamenti disumani nei confronti di popolazioni civili e prigionieri di guerra (torture, schiavitù, saccheggi ecc);
      4. Crimini contro l’umanità, per aver commesso atti d’estrema atrocità nei confronti di avversari politici, minoranze razziali e di interi gruppi etnici (il genocidio degli Ebrei).

Sul banco degli imputati ci sono 22 dei più alti funzionari nazisti, tra cui Hermann Goering, Rudolf Hess, Joachim von Ribbentrop, Wilhelm Keitel. Tutti si dichiareranno non colpevoli.
Tuttavia, le “atrocità” e i crimini di cui si sono macchiati sono immensi. Come prova sarnno proiettati in tribunale per la prima volta, i filmati della liberazione dei campi di concentramento.

la presentazione di queste prove, il confronto e testimonianze delle vittime con i propri carnefici si rivelerà un autentico successo, tant’è che, dopo dieci lunghi mesi di udienze, il verdetto sarà inequivocabile: 12 condanne a morte, 7 ergastoli e 3 assoluzioni.

Il 10 ottobre 1946, infatti, la  Corte internazionale pronunciò questa perentoria sentenza, che prevedeva le seguenti condanne.

Condanna a morte:

    1. Hermann Göring, il “numero due” della Germania, il personaggio più importante del nazismo, che aveva istituito la famigerata polizia segreta, meglio nota con l’acronimo di GESTAPO;

    2. Joachim von Ribbentrop, dal 1938 al 1945 ministro degli esteri del Reich;

    3. Alfred Rosenberg, ministro del Reich per le zone d’occupazione nell’Europa orientale;

    4. Julius Streicher, acceso propagandista per la persecuzione degli Ebrei;

    5. Ernst Kaltenbrunner, capo dei servizi di sicurezza del Reich;

    6. Wilhelm Frick, ex ministro degli Interni del Reich;

    7. Fritz Sauckel, procuratore generale di Hitler e sovrintendente per i lavori forzati di manodopera straniera;

    8. Arthur Seyss-Inquart, governatore del Reich per i territori occupati nei Paesi Bassi;

    9. Hans Frank, dal 1939 governatore della Polonia sotto l’egida nazista e ministro della Giustizia del Reich;

    10. Wilhelm Keitel, capo di Stato maggiore dell’OKW;

    11. Alfred Jodl, Capo delle operazioni militari dell’Oberkommando der Wehrmacht;

    12. Wilhelm Frick, ex ministro degli Interni che introdusse la legge sulla sterilizzazione chirurgica dei malati.

       Condanna all’ergastolo nei confronti di:

  1. Erich Raeder, ex comandante supremo della Marina militare;
  2. Walter Funk, ministro dell’economia e dal 1939 presidente della Deutsche Reichsbank;
  3. Rudolf Hess, delfino di Hitler, sperimentò lo sterminio di massa nelle Camere a gas ad Auschwitz;

 

      Condanna a 20 anni di reclusione nei confronti di:

  1. Speer Albert, ministro del Reich per l’armamento e le munizioni;
  2. Horace Greely Hjalmar Schacht, banchiere, presidente della Reichsbank e ministro dell’economia;

 

     Condanna a 15 anni di reclusione nei confronti di:

         Konstantin von Neurath, primo ministro degli esteri di Hitler e protettore del Reich per la Boemia e la Moravia;

 

    Condanna a 10 anni di reclusione nei confronti di:

         Karl Dönitz, Comandante della Kriegsmarine;

     Assolti:

    1. Schacht Horace Greely Hjalmar, banchiere, presidente della Reichsbank e ministro dell’economia;
    2. Franz von Papen, ambasciatore a Vienna ed Ankara;
    3. Hans Fritzsche

Come documentato in questo film, il processo ha stabilito i “principi di Norimberga”, ponendo le basi per tutti i procedimenti successivi, in qualsiasi parte del mondo, per i crimini contro la pace, crimini di guerra, crimini contro l’umanità e il genocidio.

Il film che fu presentato a L’Aia in quanto sede delle celenrazioni per la consegna del Premio Erasmus. Nel 2009, il Premio è stato assegnato a Ben Ferencz, giurista statunitense di origini ungheresi, uno dei procuratori del Tribunale di Norimberga, che adesso ha raggiunto la veneranda età di 97 anni, ed al giurista, scrittore e giudice italiano di origini irpine Antonio Cassese (Atripalda, 1º gennaio 1937 – Firenze, 22 ottobre 2011), primo presidente del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia.

Il film originale è stato scritto e diretto da Stuart Schulberg, e curato da Joseph Zigman, con il patrocinio di Pare Lorentz, capo del Film/Theatre/Music presso il War Department statunitense, e completato da Schulberg nel 1948, con il patrocinio di Eric Pommer, capo del Motion Picture Branch of U.S. Military Government a Berlino.

Il film fa ampio uso di filmati dei campi di concentramento nazisti, un ampio materiale probatorio raccolto grazie alla supervisione di Budd Schulberg, che furono presentati al processo di Norimberga.

Questo filmato originale del processo di Norimberga, tratto dall'Istituto Nazionale Luce.

Il film ricostruisce con materiali di repertorio i principali avvenimenti della storia del Terzo Reich, fino alle sedute del processo di Norimberga, istruito alla fine della II Guerra Mondiale (agosto 1945) a carico dei più noti gerarchi nazisti. Il tribunale militare internazionale, composto da giudici delegati da Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Urss, ebbe giurisdizione sulle cospirazioni nella preparazioni di una guerra di invasione, sui crimini contro la pace, di guerra e di lesa umanità. Con la sentenza del 1° ottobre 1946 furono condannati a morte 12 dei 24 imputati (fra cui il contumace Martin Bormann, Goering, Jodl, Ribbentrop, Rosenberg); al carcere a vita Hess, F
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Giovanni Preziosi

Giovanni Preziosi

Giovanni Preziosi nasce 51 anni fa a Torre del Greco, in provincia di Napoli, da genitori irpini. Trascorre la sua infanzia ad Avellino prima di intraprendere gli studi universitari presso l’Università degli Studi di Salerno dove si laurea in Scienze Politiche discutendo una tesi in Storia Contemporanea. Nel corso di questi anni ha coltivato varie passioni, tra cui quella per il giornalismo, divenendo una delle firme più apprezzate delle pagine culturali di alcune prestigiose testate quali: “L’Osservatore Romano”, “Vatican Insider-La Stampa”, “Zenit”, “Il Popolo della Campania”, “Cronache Meridionali”. Ha recensito anche alcuni volumi per “La Civiltà Cattolica”. Inoltre, dal 2013, è anche condirettore della Rivista telematica di Storia, Pensiero e Cultura del Cristianesimo “Christianitas” e responsabile della sezione relativa all’età contemporanea. Recentemente ha fondato anche il sito di analisi ed approfondimento storico "The History Files”. Ha insegnato Storia Contemporanea al Master di II° livello in “Scienze della Cultura e della Religione” organizzato dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre. Fin dalla sua laurea i suoi interessi scientifici si sono concentrati sui problemi socio-politici che hanno caratterizzato il secondo conflitto mondiale, con particolare riguardo a quel filone storiografico relativo all’opera di assistenza e ospitalità negli ambienti ecclesiastici ad opera di tanti religiosi e religiose a beneficio dei perseguitati di qualsiasi fede religiosa o colore politico. Ha compiuto, pertanto, importanti studi su tale argomento avviando una serie di ricerche i cui risultati sono confluiti nel volume “Sulle tracce dei fascisti in fuga. La vera storia degli uomini del duce durante i loro anni di clandestinità” (Walter Pellecchia Editore, 2006); “L’affaire Palatucci. “Giusto” o collaborazionista dei nazisti? Un dettagliato reportage tra storia e cronaca alla luce dei documenti e delle testimonianze dei sopravvissuti” (Edizioni Comitato Palatucci di Campagna, 2015), “La rete segreta di Palatucci. I fatti, i retroscena, le testimonianze e i documenti inediti che smentiscono l’accusa di collaborazionismo con i nazisti” (CreateSpace Independent Publishing Platform, 2015) e “Il rifugio segreto dei gerarchi: Storia e documenti delle reti per l'espatrio clandestino dei fascisti” (CreateSpace Independent Publishing Platform, 23 febbraio 2017) nonché in altri svariati articoli pubblicati su giornali di rilievo nazionale.

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